LA FIBRA ALIMENTARE

I complessi processi tecnologici subiti dagli alimenti, e la vita frenetica, hanno determinato nella nostra dieta un depauperamento di importanti componenti; una tra queste è la fibra alimentare.

Essa è un polisaccaride di origine vegetale, introdotta nella dieta attraverso il consumo di verdura e frutta, che però non viene digerita dall’uomo e dunque non fornisce calorie. Per questa la ragione, la fibra, non può essere considerata un alimento, ma la sua presenza nella dieta è fondamentale in quanto regola diverse funzioni dell’organismo: riduce l’assorbimento di zuccheri e grassi a livello intestinale, aiutando, così, a combattere eventuali dislipidemie e diabete; aumenta il senso sazietà, per cui su più fronti è un ottimo coadiuvante nelle diete ipocaloriche; regola il transito intestinale e, dunque, sembra svolgere un ruolo preventivo contro il cancro al colon, il morbo di Crohn, la diverticolosi, etc… Laddove non si riesce a consumare adeguate quantità di verdura e frutta, è consigliabile sempre integrare l’apporto di fibra con un preparato sostitutivo.


Eccoci a Dicembre, il primo mese invernale che, nonostante il freddo, porta con sé qualcosa di magico. Pervasi da nuova energia, ci si tuffa nel centro delle città vestite a festa, perdendo la cognizione del tempo tra una vetrina e l’altra… Il Natale è alle porte, e tutti ci prepariamo a vivere quest’evento che rappresenta, forse, la festività più importante dell’anno. Il Natale è motivo d’incontro, di riunione, di condivisione e, non a caso, il momento clou di queste festività, al di là dell’aspetto religioso, è il Pranzo di Natale o il Cenone di fine anno. In questa circostanza, il desco offrirà ogni ben di Dio, tanto che si sa quando si inizia a mangiare, ma non si può certo prevedere quando finire… Tra le altre cose, il pranzo di Natale (o anche il cenone di fine anno), non si esaurisce nel giorno della festa, perché, il giorno dopo, magari, ci sarà il seguito… Allora a questo punto, è necessario fare una riflessione e chiedersi: non sarà spropositato, questo comportamento, durante le feste? Beh, qualcuno potrebbe rispondere che le feste servono per rilassarsi, allontanando la morsa dei condizionamenti e, perché no, gratificarsi anche con il cibo… E per certi versi, è vero! Però possiamo metterci nelle condizioni di gratificarci con il cibo, mangiando un po’ di più a Natale, pensando che per quella data mancano più di 20 giorni e abbiamo tutto il tempo per aggirare l’ostacolo! Come fare, dunque? Cominciamo col mettere un po’ di ordine nella nostra dieta già da ora, evitando gli eccessi e cercando di ridurre l’intake calorico abituale in maniera tale da compensare i peccati di gola che inevitabilmente commetteremo dopo. Riduciamo il consumo dei grassi, soprattutto quelli animali (burro, strutto, lardo); evitiamo i carboidrati semplici (dolciumi) a favore dei carboidrati complessi (pane, pasta, riso) e per quanto riguarda le proteine, consumiamo pesce o carne magra cotta alla griglia o bollita. Laddove possibile, il pesce è da preferire alla carne in quanto, soprattutto se trattasi di pesce azzurro, è ricco in Omega3, acidi grassi essenziali che svolgono nel nostro organismo il ruolo di pulire le arterie o, per lo meno, di prevenire la formazione delle placche aterosclerotiche che sono uno dei fattori di rischio di malattia cardiovascolare. È importante, inoltre, che nella dieta non manchino le verdure fresche le quali, oltre a far raggiungere prima il senso di sazietà, apportano sali minerali che, insieme alle vitamine della frutta che completerà la dieta, sono dei bioregolatori. Si possono consumare le uova, mentre bisogna limitare il consumo dei formaggi che altro non sono che un concentrato di grassi. Vanno eliminate le salse molto ricche come Maionese, Senape, Mostarda, etc; gli alcolici, le bevande gassate.

E fin qui, per grandi linee, abbiamo parlato, di Educazione Alimentare…

Adesso, tenendo conto dei principi basilari di cui sopra e usando buon senso nelle quantità quando ci accingiamo alla tavola, abbiamo la possibilità di prevenire quella che io chiamo la “Sindrome del Coccodrillo”, quella per cui, dopo le abbuffate, ci verrebbe da piangere…!

Un buon espediente, ma solo se siete in buone condizioni di salute, potrebbe essere quello di sostituire, qualche volta, durante la settimana, uno dei pasti principali con un pasto sostitutivo ipocalorico (consulta la lista dei prodotti a tua disposizione) o con della frutta e verdura, beneficiando anche degli effetti drenanti e detossinanti di questi alimenti.

N.B.: Bere almeno 1,5 L di acqua al giorno, soprattutto lontano dai pasti. Durante i pasti, bere quanto basta per assecondare il senso di sete.

Articolo a cura della Dott.ssa  Antonella Paparatti